«Il Paradiso e' uno stato interiore»

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DIETA DEACIDIFICANTE 
«Fino ad oggi si è considerata l’insufficienza venosa come principale causa, ma molte nuove ricerche italiane e internazionali dimostrano che è invece il tessuto adiposo, che agisce come un organo endocrino, a infiammare i tessuti e innescare le trasformazioni della pelle a buccia di arancia» spiega Emanuele Bartoletti, segretario della Società italiana di medicina estetica.
 Potrebbero così cambiare le cure anticellulite e la prima terapia potrebbe essere la dieta: «Gli adipociti innescano uno stato infiammatorio a cui si associa un processo di acidificazione dei tessuti - spiega Pier Antonio Bacci, docente di medicina estetica all’università di Siena. È opportuno quindi, per iniziare qualsiasi trattamento, uno schema nutrizionale per deacidificare i tessuti, aumentando frutta, verdura e legumi, rispetto a carni, zuccheri e dolci. […]
Sappiamo oggi che la cellulite è un processo infiammatorio del tessuto connettivo ( di cui fanno parte ossa, vasi, tessuti di sostegno e tessuto adiposo), causato da processi come la glicazione proteica (eccesso di zucchero e radicali liberi nella membrana cellulare), stress ossidativo (alterazione dell’equilibrio acido-base con ossidazione dei tessuti per eccesso di ferro tessutale causato dall’aumento dell’acidità tessutale), accumulo di sostanze tossiche per stasi linfatica tessutale che porta anche una riduzione dell’ossigenazione tessutale. Per questo occorre imparare a depurare i tessuti e vascolarizzarli per aumentare l’ossigenazione. Non esiste una terapia unica o miracolosa, un trattamento integrato che segue un imperativo: Prima depurarsi».
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DIETA DEACIDIFICANTE 

«Fino ad oggi si è considerata l’insufficienza venosa come principale causa, ma molte nuove ricerche italiane e internazionali dimostrano che è invece il tessuto adiposo, che agisce come un organo endocrino, a infiammare i tessuti e innescare le trasformazioni della pelle a buccia di arancia» spiega Emanuele Bartoletti, segretario della Società italiana di medicina estetica.

Potrebbero così cambiare le cure anticellulite e la prima terapia potrebbe essere la dieta: «Gli adipociti innescano uno stato infiammatorio a cui si associa un processo di acidificazione dei tessuti - spiega Pier Antonio Bacci, docente di medicina estetica all’università di Siena. È opportuno quindi, per iniziare qualsiasi trattamento, uno schema nutrizionale per deacidificare i tessuti, aumentando frutta, verdura e legumi, rispetto a carni, zuccheri e dolci. […]

Sappiamo oggi che la cellulite è un processo infiammatorio del tessuto connettivo ( di cui fanno parte ossa, vasi, tessuti di sostegno e tessuto adiposo), causato da processi come la glicazione proteica (eccesso di zucchero e radicali liberi nella membrana cellulare), stress ossidativo (alterazione dell’equilibrio acido-base con ossidazione dei tessuti per eccesso di ferro tessutale causato dall’aumento dell’acidità tessutale), accumulo di sostanze tossiche per stasi linfatica tessutale che porta anche una riduzione dell’ossigenazione tessutale. Per questo occorre imparare a depurare i tessuti e vascolarizzarli per aumentare l’ossigenazione. Non esiste una terapia unica o miracolosa, un trattamento integrato che segue un imperativo: Prima depurarsi».

Fonte: corriere.it

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  • 1 giorno fa
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Che cos’è una crisi benefica depurativa
In uno dei classici di igienismo alimentare di Shelton , la scienza e la raffinata arte del cibo e della nutrizione, ecco come spiega la depurazione del corpo fisico:
“Ogni adattamento alle abitudini, agli agenti e alle influenze che sono ostili alla vita è accompagnato da un cambiamento nei tessuti che sono sempre lontano da quello ideale. Il processo di ristrutturazione e adattamento che mette naturalmente in pratica la vita è sempre seguito da una ricaduta per eliminare tessuti non ideali. I nuovi tessuti migliori prendono il loro posto e il corpo si rinnova.
Questo processo di riaggiustamento non è sempre dolce. Dolori, perdita di peso, eruzioni cutanee etc..possono manifestarsi.Helen Densmore dice in realtà “ Se fosse vero che dopo molti anni di abusi, potessimo interrompere l’errato stile di vita e tutta la salute arrivasse immediatamente sarebbe una prova che questa disobbedienza non sarebbe poi così male dopo tutto.””
Avrai già sicuramente sentito parlare del concetto di depurazione. Quando inizi una dieta basata su frutta e verdura fresca il tuo corpo inizierà ad eliminare le tossine che hai accumulato negli anni. I veleni che hai accumulato iniziano a sciogliersi per essere eliminati e probabilmente ti sentirai peggio per un periodo di tempo prima di iniziare a stare davvero bene. Queste tossine in pratica diventano “più velenose” e sono più avvertibili quando sono in circolo nel nostro corpo piuttosto che quando sono immagazzinate.
Più il tuo cambio di dieta sarà brusco più queste “crisi” si faranno sentire forti con dei classici segnali di avvelenamento. Ad esempio potresti inizialmente sentire una stanchezza che in realtà è solo rilassamento. Il tuo corpo sta rilasciando le tossine immagazzinate e questo può richiedere qualche mese, nella maggior parte dei casi dai quattro agli otto mesi.
Durante questo tempo è assolutamente necessario dormire più del solito, riposarsi ed evitare i lavori pesanti, l’esercizio fisico troppo intenso e ogni tipo di stress mentale fino a che le energie inizieranno a tornare naturalmente con la nuova e sana alimentazione.
Il processo di depurazione dell’organismo non è mai lineare e ben prevedibile. Va a cicli, e anche se non ne puoi prendere totalmente coscienza si alternano tra detossificazione, riparazione dei tessuti e crescita etc… Ad esempio scoprirai che alcuni giorni sei carico di un’energia mai avvertita prima (o da molti anni) e altri in cui ti sentirai stanco e con scarsi livelli di energia.
Qualche giorno il tuo corpo che sa di avere energia a sufficienza per farlo potrebbe decidere una pulizia profonda e violenta che potrebbe non essere piacevole. Via via poi che sarai più pulito internamente inizierai a notare questi cicli e a riconoscerli e in seguito ti causeranno sempre meno problemi.
Personalmente ricordo delle crisi di disintossicazione molto violente all’inizio. Ero già vegetariano da anni con una tendenza verso il veganismo (che esclude ogni prodotto di origine animale), ma nel periodo antecedente al mio approccio al crudismo consumavo alcolici.
Dopo circa un mese la prima di una lunga serie di crisi violente si fece sentire con febbre alta, debolezza e diarrea. Le persone che avevo vicine a quel tempo erano preoccupate e perplesse e volevano che mi rivolgessi al più presto ad un medico. Io sapevo benissimo cosa mi stava succedendo e digiunai per 3 giorni bevendo molta acqua per aiutare a sciogliere ed eliminare tossine. La cosa interessante è che come violentemente si presentavano queste crisi così velocemente se ne andavano lasciando un senso di benessere e lucidità mentale raramente provati prima.
La depurazione infinita
Alcune persone che si sono avvicinate al crudismo in modo errato pensano cha la fase di depurazione sia infinita e continui a cicli alternati per tutta la vita. Dopo anni di cambiamento della loro dieta avvertono ancora crisi di disintossicazione. Attribuiscono i loro mal di testa all’eliminazione di tossine accumulate molti anni fa, ma ignorano che possano provenire dalle loro attuali abitudini attuali.
Alcuni crudisti decennali pensano che i loro mal di testa siano causati dai vaccini che hanno avuto durante l’infanzia!
Questa apparente depurazione infinita non è una vera e propria depurazione, ma è causata quasi sempre da un approccio al crudismo sbagliato, ricco di grassi e povero in frutta fresca. Molte persone che sperimentano questi problemi abbandonano il crudismo perché pensano che non sia efficace ignorando che forse non basta mangiare solo cibo crudo per essere in salute ed è necessario conoscere alcune cose essenziali per non farsi del male.
Molti autori americani dagli anni 90 ad oggi hanno divulgato un’idea errata di crudismo, basata esclusivamente sul rimpiazzamento dei cibi classici proponendo libri di ricette sbalorditive, ma tutto sommato poco salutari.
Alcuni autori e “guru” del crudismo americani ne hanno fatto dei business enormi vendendo i loro “supercibi” e prodotti crudisti e di certo attualmente non possono che parlarne bene.
Nella maggior parte dei casi la vera e intensa depurazione finisce nell’arco di pochi mesi. Eliminerai scarti metabolici per il resto della tua vita, ma le crisi violente di depurazione saranno sempre meno fino a sparire completamente se seguirai i consigli di questo corso.
Una volta che al mattino non senti più un cattivo sapore in bocca il periodo “peggiore” è finito e non ha senso incolpare i cibi che hai ingerito decenni fa dei problemi e disturbi che hai adesso.
Pensa semmai a come stai mangiando attualmente e a quali errori stai facendo che possono risucchiare la tua energia. Ecco alcune probabili cause:
•    Mancanza di sonno•    Mangiare troppi cibi grassi come avocado, olive, noci o semi.•    Usare olii•    Uno stile di vita sedentario•    Emozioni negative•    Eccesso di esercizio fisico•    Mancanza di aria pura•    Scarsa esposizione alla luce solare•    Disidratazione•    Stress•    Ansia•    Combinazioni sbagliate dei cibi•    Mangiare senza avvertire la fame vera•    Mangiare troppo•    Usare spesso spezie, sale e condimenti•    Vizi come il fumo, droghe varie, alcol etc..
Questi sono inoltre solo fattori indicativi, ce ne sono molti altri  che possono ridurre il tuo livello di energia ed aumentare invece la tossiemia.Quando migliori la tua dieta diventi pian piano più sensibile e il tuo corpo ti darà sempre più velocemente i segnali di avvertimento quando stai sbagliando.
Questi segnali possono manifestarsi appunto con leggeri malesseri allorquando hai consumato un cibo non adatto a te, o anche solo emozioni negative. Inoltre ho riscontrato che si diventa più sensibili anche a livello emotivo e “spirituale”.Le piccole variazioni di umore o altri segnali emotivi, come ad esempio le classiche sensazioni “a pelle” si amplificano e diventi pian piano sempre più consapevole e attento all’energia del cibo, ma anche alle decisioni importanti della tua vita.
La prevenzione
Quando senti i leggeri sintomi di avvertimento, come mal di testa, stanchezza, mancanza di concentrazione o facile irritabilità, analizza il tuo stile di vita e la tua alimentazione delle ultime due settimane o mese per capire quali potrebbero essere le ragioni del tuo problema. Una volta individuate le cause eliminale. Se sono alimentari è ancora più semplice. Assicurati di prenderti del tempo per riposare prima possibile e se necessario fai un breve digiuno di 2 o 3 giorni a sola acqua.
Ecco cosa dice Mosséri a riguardo:
“Secondo la legge dell’evoluzione della malattia, trattata nel mio libro “Put your health into the hands of nature”, le varie malattie iniziano sempre con dei segnali che non si sono avvertiti prima. Ad esempio potremmo avvertire dei leggeri mal di testa, o una cattiva digestione, una mancanza di fame, stanchezza, una mente annebbiata, idee pessimistiche, cattivo umore, gas, costipazione, dolori vari qui e là etc..Ai primi segni di avvertimento dovremmo prendere i provvedimenti adeguati: riposo, digiuno, dieta adeguata in seguito e rimuovere le cause. L’evoluzione della malattia così si interromperà e non si manifesteranno complicazioni.
Ma se non facciamo caso a questi sintomi o peggio li sopprimiamo con dei farmaci, oppure mangiando cibi e bevande inadeguate perché è più comodo, interrompiamo l’eliminazione necessaria e prepariamo il terreno per la malattia che affliggerà la persona in un ordine preciso, prima acuta e poi cronica.
Sapendo questo possiamo prevedere la malattia e avvertirla per tempo, senza inutili analisi da fare in laboratorio, eliminando finalmente le cause con la semplice prevenzione igienica. “Prevenire è meglio che curare” ed è occupandoci dei primi sintomi che avvertiamo che possiamo prevenire ogni malattia.”
Non è normale sentirsi così
Anche se non hai nulla di serio o preoccupante dopo anni di crudismo sregolato, come quello che ho applicato io fin dall’inizio NON è normale avvertire:
•    Sonnolenza il pomeriggio, anche se si è dormito abbastanza la notte•    Non avere abbastanza energia o desiderio di fare esercizio fisico•    Alti e bassi dei tuoi livelli di energia•    Sentirsi peggio di quando si è iniziato la dieta (dopo i mesi iniziali di depurazione intendo)•    Avere un cattivo odore corporeo•    Avere mal di testa regolari•    Avere più problemi dentali
Se hai abitualmente anche uno solo di questi sintomi significa che stai sbagliando qualcosa nella tua dieta crudista (o anche in una qualsiasi dieta) e sicuramente dovresti rivederla e fare le modifiche necessarie.
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Che cos’è una crisi benefica depurativa

In uno dei classici di igienismo alimentare di Shelton , la scienza e la raffinata arte del cibo e della nutrizione, ecco come spiega la depurazione del corpo fisico:

“Ogni adattamento alle abitudini, agli agenti e alle influenze che sono ostili alla vita è accompagnato da un cambiamento nei tessuti che sono sempre lontano da quello ideale. Il processo di ristrutturazione e adattamento che mette naturalmente in pratica la vita è sempre seguito da una ricaduta per eliminare tessuti non ideali. I nuovi tessuti migliori prendono il loro posto e il corpo si rinnova.

Questo processo di riaggiustamento non è sempre dolce. Dolori, perdita di peso, eruzioni cutanee etc..possono manifestarsi.
Helen Densmore dice in realtà “ Se fosse vero che dopo molti anni di abusi, potessimo interrompere l’errato stile di vita e tutta la salute arrivasse immediatamente sarebbe una prova che questa disobbedienza non sarebbe poi così male dopo tutto.””

Avrai già sicuramente sentito parlare del concetto di depurazione. Quando inizi una dieta basata su frutta e verdura fresca il tuo corpo inizierà ad eliminare le tossine che hai accumulato negli anni. I veleni che hai accumulato iniziano a sciogliersi per essere eliminati e probabilmente ti sentirai peggio per un periodo di tempo prima di iniziare a stare davvero bene. Queste tossine in pratica diventano “più velenose” e sono più avvertibili quando sono in circolo nel nostro corpo piuttosto che quando sono immagazzinate.

Più il tuo cambio di dieta sarà brusco più queste “crisi” si faranno sentire forti con dei classici segnali di avvelenamento. Ad esempio potresti inizialmente sentire una stanchezza che in realtà è solo rilassamento. Il tuo corpo sta rilasciando le tossine immagazzinate e questo può richiedere qualche mese, nella maggior parte dei casi dai quattro agli otto mesi.

Durante questo tempo è assolutamente necessario dormire più del solito, riposarsi ed evitare i lavori pesanti, l’esercizio fisico troppo intenso e ogni tipo di stress mentale fino a che le energie inizieranno a tornare naturalmente con la nuova e sana alimentazione.

Il processo di depurazione dell’organismo non è mai lineare e ben prevedibile. Va a cicli, e anche se non ne puoi prendere totalmente coscienza si alternano tra detossificazione, riparazione dei tessuti e crescita etc… Ad esempio scoprirai che alcuni giorni sei carico di un’energia mai avvertita prima (o da molti anni) e altri in cui ti sentirai stanco e con scarsi livelli di energia.

Qualche giorno il tuo corpo che sa di avere energia a sufficienza per farlo potrebbe decidere una pulizia profonda e violenta che potrebbe non essere piacevole. Via via poi che sarai più pulito internamente inizierai a notare questi cicli e a riconoscerli e in seguito ti causeranno sempre meno problemi.

Personalmente ricordo delle crisi di disintossicazione molto violente all’inizio. Ero già vegetariano da anni con una tendenza verso il veganismo (che esclude ogni prodotto di origine animale), ma nel periodo antecedente al mio approccio al crudismo consumavo alcolici.

Dopo circa un mese la prima di una lunga serie di crisi violente si fece sentire con febbre alta, debolezza e diarrea. Le persone che avevo vicine a quel tempo erano preoccupate e perplesse e volevano che mi rivolgessi al più presto ad un medico. Io sapevo benissimo cosa mi stava succedendo e digiunai per 3 giorni bevendo molta acqua per aiutare a sciogliere ed eliminare tossine. La cosa interessante è che come violentemente si presentavano queste crisi così velocemente se ne andavano lasciando un senso di benessere e lucidità mentale raramente provati prima.

La depurazione infinita

Alcune persone che si sono avvicinate al crudismo in modo errato pensano cha la fase di depurazione sia infinita e continui a cicli alternati per tutta la vita. Dopo anni di cambiamento della loro dieta avvertono ancora crisi di disintossicazione. Attribuiscono i loro mal di testa all’eliminazione di tossine accumulate molti anni fa, ma ignorano che possano provenire dalle loro attuali abitudini attuali.

Alcuni crudisti decennali pensano che i loro mal di testa siano causati dai vaccini che hanno avuto durante l’infanzia!

Questa apparente depurazione infinita non è una vera e propria depurazione, ma è causata quasi sempre da un approccio al crudismo sbagliato, ricco di grassi e povero in frutta fresca. Molte persone che sperimentano questi problemi abbandonano il crudismo perché pensano che non sia efficace ignorando che forse non basta mangiare solo cibo crudo per essere in salute ed è necessario conoscere alcune cose essenziali per non farsi del male.

Molti autori americani dagli anni 90 ad oggi hanno divulgato un’idea errata di crudismo, basata esclusivamente sul rimpiazzamento dei cibi classici proponendo libri di ricette sbalorditive, ma tutto sommato poco salutari.

Alcuni autori e “guru” del crudismo americani ne hanno fatto dei business enormi vendendo i loro “supercibi” e prodotti crudisti e di certo attualmente non possono che parlarne bene.

Nella maggior parte dei casi la vera e intensa depurazione finisce nell’arco di pochi mesi. Eliminerai scarti metabolici per il resto della tua vita, ma le crisi violente di depurazione saranno sempre meno fino a sparire completamente se seguirai i consigli di questo corso.

Una volta che al mattino non senti più un cattivo sapore in bocca il periodo “peggiore” è finito e non ha senso incolpare i cibi che hai ingerito decenni fa dei problemi e disturbi che hai adesso.

Pensa semmai a come stai mangiando attualmente e a quali errori stai facendo che possono risucchiare la tua energia. Ecco alcune probabili cause:

•    Mancanza di sonno
•    Mangiare troppi cibi grassi come avocado, olive, noci o semi.
•    Usare olii
•    Uno stile di vita sedentario
•    Emozioni negative
•    Eccesso di esercizio fisico
•    Mancanza di aria pura
•    Scarsa esposizione alla luce solare
•    Disidratazione
•    Stress
•    Ansia
•    Combinazioni sbagliate dei cibi
•    Mangiare senza avvertire la fame vera
•    Mangiare troppo
•    Usare spesso spezie, sale e condimenti
•    Vizi come il fumo, droghe varie, alcol etc..

Questi sono inoltre solo fattori indicativi, ce ne sono molti altri  che possono ridurre il tuo livello di energia ed aumentare invece la tossiemia.
Quando migliori la tua dieta diventi pian piano più sensibile e il tuo corpo ti darà sempre più velocemente i segnali di avvertimento quando stai sbagliando.

Questi segnali possono manifestarsi appunto con leggeri malesseri allorquando hai consumato un cibo non adatto a te, o anche solo emozioni negative. Inoltre ho riscontrato che si diventa più sensibili anche a livello emotivo e “spirituale”.
Le piccole variazioni di umore o altri segnali emotivi, come ad esempio le classiche sensazioni “a pelle” si amplificano e diventi pian piano sempre più consapevole e attento all’energia del cibo, ma anche alle decisioni importanti della tua vita.

La prevenzione

Quando senti i leggeri sintomi di avvertimento, come mal di testa, stanchezza, mancanza di concentrazione o facile irritabilità, analizza il tuo stile di vita e la tua alimentazione delle ultime due settimane o mese per capire quali potrebbero essere le ragioni del tuo problema. Una volta individuate le cause eliminale. Se sono alimentari è ancora più semplice. Assicurati di prenderti del tempo per riposare prima possibile e se necessario fai un breve digiuno di 2 o 3 giorni a sola acqua.

Ecco cosa dice Mosséri a riguardo:

“Secondo la legge dell’evoluzione della malattia, trattata nel mio libro “Put your health into the hands of nature”, le varie malattie iniziano sempre con dei segnali che non si sono avvertiti prima. Ad esempio potremmo avvertire dei leggeri mal di testa, o una cattiva digestione, una mancanza di fame, stanchezza, una mente annebbiata, idee pessimistiche, cattivo umore, gas, costipazione, dolori vari qui e là etc..
Ai primi segni di avvertimento dovremmo prendere i provvedimenti adeguati: riposo, digiuno, dieta adeguata in seguito e rimuovere le cause. L’evoluzione della malattia così si interromperà e non si manifesteranno complicazioni.

Ma se non facciamo caso a questi sintomi o peggio li sopprimiamo con dei farmaci, oppure mangiando cibi e bevande inadeguate perché è più comodo, interrompiamo l’eliminazione necessaria e prepariamo il terreno per la malattia che affliggerà la persona in un ordine preciso, prima acuta e poi cronica.

Sapendo questo possiamo prevedere la malattia e avvertirla per tempo, senza inutili analisi da fare in laboratorio, eliminando finalmente le cause con la semplice prevenzione igienica. “Prevenire è meglio che curare” ed è occupandoci dei primi sintomi che avvertiamo che possiamo prevenire ogni malattia.”


Non è normale sentirsi così

Anche se non hai nulla di serio o preoccupante dopo anni di crudismo sregolato, come quello che ho applicato io fin dall’inizio NON è normale avvertire:

•    Sonnolenza il pomeriggio, anche se si è dormito abbastanza la notte
•    Non avere abbastanza energia o desiderio di fare esercizio fisico
•    Alti e bassi dei tuoi livelli di energia
•    Sentirsi peggio di quando si è iniziato la dieta (dopo i mesi iniziali di depurazione intendo)
•    Avere un cattivo odore corporeo
•    Avere mal di testa regolari
•    Avere più problemi dentali

Se hai abitualmente anche uno solo di questi sintomi significa che stai sbagliando qualcosa nella tua dieta crudista (o anche in una qualsiasi dieta) e sicuramente dovresti rivederla e fare le modifiche necessarie.

Fonte: rawfoods.it

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  • 1 giorno fa
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Domenica 7 Ottobre 2012 a Bellaria (Rimini): DON MIGUEL RUIZ e DON JOSE RUIZ IN ITALIA
Autore di bestseller tradotti in 34 Paesi, Don Miguel Ruiz è un maestro della Scuola Misterica Tolteca. Nato da una famiglia di antichi guaritori messicani - la madre era una famosa curandera mentre il nonno fu quello che i Toltechi definiscono un nagual, ossia una guida verso la libertà - Don Miguel, completati gli studi in Medicina, ritorna in Messico, dove riscopre gli antichi insegnamenti della sua infanzia.
Oggi lo scrittore unisce le moderne conoscenze con la saggezza antica per condurre le persone attraverso un percorso di superamento delle paure e delle credenze limitanti l’amore e la libertà. Don Miguel ritiene infatti che la libertà sia il primo passo nella realizzazione delle profezie degli antichi Toltechi per portare il paradiso sulla Terra.
In questo seminario, lo scrittore rivelerà la fonte delle credenze auto-limitanti che ci privano della gioia e ci creano inutili sofferenze. Esistono quattro semplici, ma potenti, accordi che si possono adottare come principi guida.
I Quattro Accordi offrono un codice di condotta che può rapidamente trasformare la nostra vita, conducendoci a una nuova esperienza di la libertà, fatta di felicità e vero amore.
Il Quinto Accordo
Provate l’esperienza di vivere un nuovo e potente accordo in grado di trasformare la propria vita, guidati dagli insegnamenti di Don Miguel Ruiz.I Quattro Accordi, per più di sette anni best-seller secondo il New York Times, ha trasformato le vite di milioni di persone di tutto il mondo attraverso un semplice, ma allo stesso tempo, profondo messaggio.
Il Quinto Accordo, straordinario seguito, ci porta a un livello più profondo di consapevolezza del potere del sé, restituendoci l’autenticità che ci appartiene fin dalla nascita. Molto spesso infatti dimentichiamo che il dono più grande che possiamo fare a noi stessi è la libertà di essere chi siamo veramente.
“Il Quinto Accordo ci apre le porte al ritorno alla nostra saggezza innata, per vivere le nostre vite basata sulla verità. Credere nella menzogna porta a inutili conflitti e alla sofferenza. La veritàconduce alla Padronanza di Sé. La ricompensa è la nostra felicità eterna”, scrive Don Jose Ruiz.
Nel corso del suo seminario, Don Miguel, supportato dal figlio Don Jose, ci guiderà in un affascinante percorso di consapevolezza delle proprie potenzialità che ha come traguardo il raggiungimento di una vita più felice e serena.
Struttura del corso
Il seminario si svolgerà Domenica 7 Ottobre 2012 presso il Palazzo dei Congressi di Bellaria (Rimini) dalle 11.00 alle 18.30.
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Domenica 7 Ottobre 2012 a Bellaria (Rimini): DON MIGUEL RUIZ e DON JOSE RUIZ IN ITALIA

Autore di bestseller tradotti in 34 Paesi, Don Miguel Ruiz è un maestro della Scuola Misterica Tolteca. Nato da una famiglia di antichi guaritori messicani - la madre era una famosa curandera mentre il nonno fu quello che i Toltechi definiscono un nagual, ossia una guida verso la libertà - Don Miguel, completati gli studi in Medicina, ritorna in Messico, dove riscopre gli antichi insegnamenti della sua infanzia.

Oggi lo scrittore unisce le moderne conoscenze con la saggezza antica per condurre le persone attraverso un percorso di superamento delle paure e delle credenze limitanti l’amore e la libertà. 
Don Miguel ritiene infatti che la libertà sia il primo passo nella realizzazione delle profezie degli antichi Toltechi per portare il paradiso sulla Terra.

In questo seminario, lo scrittore rivelerà la fonte delle credenze auto-limitanti che ci privano della gioia e ci creano inutili sofferenze. Esistono quattro semplici, ma potenti, accordi che si possono adottare come principi guida.

I Quattro Accordi offrono un codice di condotta che può rapidamente trasformare la nostra vita, conducendoci a una nuova esperienza di la libertà, fatta di felicità e vero amore.

Il Quinto Accordo

Provate l’esperienza di vivere un nuovo e potente accordo in grado di trasformare la propria vita, guidati dagli insegnamenti di Don Miguel Ruiz.

I Quattro Accordi, per più di sette anni best-seller secondo il New York Times, ha trasformato le vite di milioni di persone di tutto il mondo attraverso un semplice, ma allo stesso tempo, profondo messaggio.

Il Quinto Accordo, straordinario seguito, ci porta a un livello più profondo di consapevolezza del potere del sé, restituendoci l’autenticità che ci appartiene fin dalla nascita. Molto spesso infatti dimentichiamo che il dono più grande che possiamo fare a noi stessi è la libertà di essere chi siamo veramente.

“Il Quinto Accordo ci apre le porte al ritorno alla nostra saggezza innata, per vivere le nostre vite basata sulla verità. Credere nella menzogna porta a inutili conflitti e alla sofferenza. La veritàconduce alla Padronanza di Sé. La ricompensa è la nostra felicità eterna”, scrive Don Jose Ruiz.

Nel corso del suo seminario, Don Miguel, supportato dal figlio Don Jose, ci guiderà in un affascinante percorso di consapevolezza delle proprie potenzialità che ha come traguardo il raggiungimento di una vita più felice e serena.

Struttura del corso

Il seminario si svolgerà Domenica 7 Ottobre 2012 presso il Palazzo dei Congressi di Bellaria (Rimini) dalle 11.00 alle 18.30.

Fonte: macrolibrarsi.it

    • #ACCORDI
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    • #DON JOSE RUIZ
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    • #Domenica 7 Ottobre 2012
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  • 1 giorno fa
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L’omosessualità è contro natura. Ma anche camminare sull’acqua, morire e risorgere, moltiplicare il cibo e rimanere incinta da vergine.[Woody Allen]
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L’omosessualità è contro natura. 
Ma anche camminare sull’acqua, morire e risorgere, moltiplicare il cibo e rimanere incinta da vergine.

[Woody Allen]

    • #omofobia
    • #discriminazione
    • #identità sessuale
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  • 2 giorni fa
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Il gusto della gioia è per tutti coloro che desiderano sperimentare più gioia nella loro vita. Che ne siamo consapevoli o meno, non è forse la gioia ciò che tutti stiamo cercando? Qualunque sia la nostra cultura o religione, nessuno cerca la sofferenza! Questo libro è basato sugli insegnamenti del grande Maestro indiano Paramhansa Yogananda, che è venuto in Occidente dall’India proprio per mostrarci come trovare questa gioia: una gioia che non dipende dalle circostanze esterne, ma che sgorga dal profondo del nostro essere. 
Forse ti stai chiedendo: «Va bene parlare di gioia, ma che cos’ha a che fare con il cibo?». Iniziamo allora col definire che cosa significa essere felici. La felicità, contrariamente alla credenza comune, non si trova in qualcosa di esterno, come il successo materiale, il potere, la fama o l’appagamento di qualche desiderio. Tutto questo potrà farti sentire felice per un po’, ma non potrà mai darti una soddisfazione duratura e ti lascerà ancora una volta con una sensazione di vuoto da colmare. La vera gioia viene dall’anima e dallo sviluppo delle qualità che la contraddistinguono, come l’amore, la calma, la saggezza e la dolcezza. L’anima è fatta di beatitudine e non ha bisogno di nulla al di fuori di sé per essere felice. 
Gli antichi insegnamenti dell’India affermano che tutto ciò che fa parte di questo mondo è caratterizzato da una determinata qualità intrinseca, o vibrazione. Le vibra- zioni di ciò che ti circonda ti influenzano in ogni momento. Anche il cibo, quindi, esercita un certo tipo di influsso su di te, o meglio sulla tua mente. Conoscere l’effetto che ogni cibo ha sulla mente e comprendere in che modo chi lo cucina e chi lo con- suma possono trasformare tali vibrazioni, migliorandole, può condurti più vicino alla felicità e alla gioia che cerchi. La Seconda Parte del libro, intitolata “Nutrire l’anima”, è dedicata proprio a questi aspetti spirituali e poco conosciuti del cibo, che hanno il potere di apportare cambiamenti a ogni livello della tua vita. 
Limitarsi a parlare di questi aspetti, tuttavia, sarebbe incompleto. Per questo motivo il libro inizia considerando gli aspetti fisici dell’alimentazione, un argomento sul quale Yogananda ha scritto ampiamente. Nella Prima Parte, intitolata “Cominciamo dalle basi”, scoprirai il modo corretto di equilibrare la tua dieta, l’importanza di assu- mere alimenti alcalini, il ruolo delle varie sostanze nutritive nella tua salute e nel tuo benessere, come ottenere sufficienti proteine da un’alimentazione vegetariana… e molto altro! Questa sezione illustra inoltre le proprietà energetiche e biodinamiche del cibo (un altro argomento poco conosciuto), il principio dell’Energia Vitale e come scegliere alimenti capaci di accrescere l’immunità dalle malattie.





La Terza Parte, intitolata “Il livello successivo”, tratta temi come il digiuno, le diete speciali e la pulizia del colon. Anche se inizialmente questi argomenti potranno sembrarti un passo troppo grande, essi costituiscono un aspetto importante della salute e del benessere e forse, dopo aver cambiato alcune abitudini alimentari, vorrai tornare a prenderli in considerazione. 
La Quarta Parte, intitolata “Ananda racconta”, contiene le testimonianze di alcu- ni membri della comunità Ananda nei pressi di Assisi, i quali, per darti ispirazione e incoraggiamento, condividono le proprie esperienze personali in fatto di cibo e ali- mentazione. Ananda è una comunità spirituale fondata da Swami Kriyananda, discepolo diretto di Paramhansa Yogananda. Ananda in sanscrito significa “gioia”: la gioia che ha ispirato il titolo di questo libro, la gioia che si respira in questo luogo di pace e serenità dove residenti e ospiti praticano quotidianamente i principi spirituali su cui è basato questo libro. 
«Bene» mi sembra di sentirti dire. «Per quanto riguarda la teoria mi sembra abbastanza, ma le ricette?». Il gusto della gioia contiene una sezione (più della metà del libro) interamente dedicata alle ricette, in cui vengono svelati tutti i segreti della cucina di Ananda! Vi troverai tutto ciò di cui hai bisogno per mettere in pratica la teoria (come informazioni dettagliate per la coltivazione dei germogli o per la cottura di legumi e cereali) e 150 deliziose ricette vegetariane, quasi il novanta per cento delle quali sono adatte anche a chi, per scelta o intolleranza alimentare, ha adottato un’alimentazione vegana. Le ricette di questa sezione sono il risultato della creatività e dell’esperienza di molti cuochi di Ananda del passato e del presente e hanno procurato ad Ananda la sua reputazione di centro spirituale di yoga dove si mangia benissimo. 
All’inizio di questa sezione troverai anche il racconto di come io stessa sono diventata cuoca: credo che la mia esperienza sarà sufficiente a dare speranza e incoraggiamento a chiunque! 
Ho cercato di scrivere questo libro in modo tale da aiutarti ad apportare dei cambiamenti pratici nella tua alimentazione. Per questo motivo, troverai alla fine di ogni ricetta un simbolo che rimanda alle informazioni fornite nelle prime sezioni e indica i benefici salutari per il corpo, la mente e l’anima.





 L’unica cosa che mi rimane da dirti è: «Buona fortuna e felice sperimentazione!». 





Mi auguro che Il gusto della gioia ispiri la tua vita tanto quanto ha ispirato la mia. 
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Il gusto della gioia è per tutti coloro che desiderano sperimentare più gioia nella loro vita. Che ne siamo consapevoli o meno, non è forse la gioia ciò che tutti stiamo cercando? Qualunque sia la nostra cultura o religione, nessuno cerca la sofferenza! Questo libro è basato sugli insegnamenti del grande Maestro indiano Paramhansa Yogananda, che è venuto in Occidente dall’India proprio per mostrarci come trovare questa gioia: una gioia che non dipende dalle circostanze esterne, ma che sgorga dal profondo del nostro essere.

Forse ti stai chiedendo: «Va bene parlare di gioia, ma che cos’ha a che fare con il cibo?». Iniziamo allora col definire che cosa significa essere felici. La felicità, contrariamente alla credenza comune, non si trova in qualcosa di esterno, come il successo materiale, il potere, la fama o l’appagamento di qualche desiderio. Tutto questo potrà farti sentire felice per un po’, ma non potrà mai darti una soddisfazione duratura e ti lascerà ancora una volta con una sensazione di vuoto da colmare. La vera gioia viene dall’anima e dallo sviluppo delle qualità che la contraddistinguono, come l’amore, la calma, la saggezza e la dolcezza. L’anima è fatta di beatitudine e non ha bisogno di nulla al di fuori di sé per essere felice.

Gli antichi insegnamenti dell’India affermano che tutto ciò che fa parte di questo mondo è caratterizzato da una determinata qualità intrinseca, o vibrazione. Le vibra- zioni di ciò che ti circonda ti influenzano in ogni momento. Anche il cibo, quindi, esercita un certo tipo di influsso su di te, o meglio sulla tua mente. Conoscere l’effetto che ogni cibo ha sulla mente e comprendere in che modo chi lo cucina e chi lo con- suma possono trasformare tali vibrazioni, migliorandole, può condurti più vicino alla felicità e alla gioia che cerchi. La Seconda Parte del libro, intitolata “Nutrire l’anima”, è dedicata proprio a questi aspetti spirituali e poco conosciuti del cibo, che hanno il potere di apportare cambiamenti a ogni livello della tua vita.

Limitarsi a parlare di questi aspetti, tuttavia, sarebbe incompleto. Per questo motivo il libro inizia considerando gli aspetti fisici dell’alimentazione, un argomento sul quale Yogananda ha scritto ampiamente. Nella Prima Parte, intitolata “Cominciamo dalle basi”, scoprirai il modo corretto di equilibrare la tua dieta, l’importanza di assu- mere alimenti alcalini, il ruolo delle varie sostanze nutritive nella tua salute e nel tuo benessere, come ottenere sufficienti proteine da un’alimentazione vegetariana… e molto altro! Questa sezione illustra inoltre le proprietà energetiche e biodinamiche del cibo (un altro argomento poco conosciuto), il principio dell’Energia Vitale e come scegliere alimenti capaci di accrescere l’immunità dalle malattie.

La Terza Parte, intitolata “Il livello successivo”, tratta temi come il digiuno, le diete speciali e la pulizia del colon. Anche se inizialmente questi argomenti potranno sembrarti un passo troppo grande, essi costituiscono un aspetto importante della salute e del benessere e forse, dopo aver cambiato alcune abitudini alimentari, vorrai tornare a prenderli in considerazione.

La Quarta Parte, intitolata “Ananda racconta”, contiene le testimonianze di alcu- ni membri della comunità Ananda nei pressi di Assisi, i quali, per darti ispirazione e incoraggiamento, condividono le proprie esperienze personali in fatto di cibo e ali- mentazione. Ananda è una comunità spirituale fondata da Swami Kriyananda, discepolo diretto di Paramhansa Yogananda. Ananda in sanscrito significa “gioia”: la gioia che ha ispirato il titolo di questo libro, la gioia che si respira in questo luogo di pace e serenità dove residenti e ospiti praticano quotidianamente i principi spirituali su cui è basato questo libro.

«Bene» mi sembra di sentirti dire. «Per quanto riguarda la teoria mi sembra abbastanza, ma le ricette?». Il gusto della gioia contiene una sezione (più della metà del libro) interamente dedicata alle ricette, in cui vengono svelati tutti i segreti della cucina di Ananda! Vi troverai tutto ciò di cui hai bisogno per mettere in pratica la teoria (come informazioni dettagliate per la coltivazione dei germogli o per la cottura di legumi e cereali) e 150 deliziose ricette vegetariane, quasi il novanta per cento delle quali sono adatte anche a chi, per scelta o intolleranza alimentare, ha adottato un’alimentazione vegana. Le ricette di questa sezione sono il risultato della creatività e dell’esperienza di molti cuochi di Ananda del passato e del presente e hanno procurato ad Ananda la sua reputazione di centro spirituale di yoga dove si mangia benissimo.

All’inizio di questa sezione troverai anche il racconto di come io stessa sono diventata cuoca: credo che la mia esperienza sarà sufficiente a dare speranza e incoraggiamento a chiunque!

Ho cercato di scrivere questo libro in modo tale da aiutarti ad apportare dei cambiamenti pratici nella tua alimentazione. Per questo motivo, troverai alla fine di ogni ricetta un simbolo che rimanda alle informazioni fornite nelle prime sezioni e indica i benefici salutari per il corpo, la mente e l’anima.

L’unica cosa che mi rimane da dirti è: «Buona fortuna e felice sperimentazione!».

Mi auguro che Il gusto della gioia ispiri la tua vita tanto quanto ha ispirato la mia. 

Fonte: macrolibrarsi.it

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  • 6 giorni fa
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Il nuovo straordinario libro di Vadim Zeland
Transurfing Vivo Oltre i Confini della MatrixRisvegliati dall’Incubo
PRENOTALO SUBITO
La realtà in cui viviamo non è la stessa di qualche decennio fa e le regole di sopravvivenza sono cambiate. L’umanità ha compiuto una svolta radicale, allontanandosi dal suo stato naturale seguendo uno sviluppo tecnologico che ha portato la creazione di nuove leggi.
In questo nuovo sistema, definito “Matrix” come nel famoso film, l’uomo diventa solo una semplice pila di alimentazione. Non siamo più in grado di controllare la realtà e le informazioni che vi circolano, ma siamo completamente sottomessi al sistema: siamo semplici cellule di Matrix, che è padrone della nostra energia e della nostra coscienza.
Cosa possiamo fare? Come facciamo a liberarci da questa trappola?
In questa sua nuova straordinaria opera, Vadim Zeland, ci spiega come diventare lucidi definitivamente, una volta per tutte! La soluzione si trova in una dimensione insolita, lì dove la metafisica incontra il quotidiano. Per capire quello che normalmente sfugge alla logica, è necessario depurarsi fisicamente, in senso letterale, la coscienza e la percezione: bisogna liberarsi di tutti gli stereotipi mentali che ci impone la società.
Per uscire dal torpore in cui Matrix ci ha portato, basta smettere di ingoiare “le pillole” che ci vengono rifilate. E quando smetti, succede una cosa davvero straordinaria: ti riscuoti dall’allucinazione, ti risvegli in un sogno ad occhi aperti e incominci a comprendere chi sei, dove sei, e cosa ti sta succedendo intorno.

“Tutto ciò che scrivo, l’ho verificato con la pratica. Nella mente si verificano notevoli cambiamenti. Una sensazione insolita, difficile da trasmettere, ma io la definirei illuminazione. L’essenza delle cose si rivela, la realtà si presenta in una forma non familiare, si comincia a vedere la realtà com’è veramente, tutto diventa comprensibile, come se un velo cadesse. Al livello dell’energia si sente leggerezza e forza, l’attenzione è elevata. E tutto questo si ottiene mediante un metodo semplice e naturale, senza meditazione, esercizi e altre manipolazioni del corpo e dell’anima”.
- VADIM ZELAND

Anteprima Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix

Leggi in anteprima alcune pagine del nuovo libro di Vadim Zeland, Transurfing Vivo. Estratto dal Secondo Capitolo, Il fine: un percorso o un punto d’arrivo?


«Negli ultimi otto-dieci anni sono alla ricerca della felicità, del successo e della festa della vita. Dopo aver iniziato a leggere i suoi libri, ho trovato quello che stavo cercando e i primi due mesi era tutto meraviglioso, la vita era diventata magnifica, ero diventato profondamente sicuro di poter scegliere una qualsiasi variante. Ho capito il significato dell’unità dell’anima e della ragione e il mio potenziale energetico era al massimo. Grazie ai suoi libri sono passato a un nuovo lavoro. Tuttavia dopo un po’ è successo qualcosa, la festa è finita nonostante io seguissi i suoi consigli continuamente, tanto da averli resi abitudinari. Ora non è più come prima: l’importanza interna ed esterna oscillano continuamente, io cerco di trovarmi sempre in uno stato di consapevolezza ma non riesco in alcun modo a ridurre l’importanza; il timore verso il futuro è aumentato, tutto mi sfugge di mano, non posso fare nulla che valga la pena di fare, sento un peso nell’anima… È come se mi trovassi in coma profondo. La negatività mi si inccolla addosso, nonostante io faccia regolarmente esercizio fisico, presti attenzione ai canali energetici e mi nutra di cibi sani e gustosi, che in realtà non mi procurano alcun piacere. Esisteranno dei metodi di programmazione del subconscio che aiutino a uscire da questo stato oppressivo?».
Una delle cause principali dell’apatia è l’assenza di uno scopo nella vita. Quando non si ha nulla cui aspirare subentra un calo di forze e la coscienza affonda in uno stato di sonnolenza. Per contro, quando si ha il desiderio di realizzare qualcosa, l’energia dell’intenzione si attiva e aumenta la vitalità.
Se tutto va male, bisogna trovare un obiettivo e prefiggerselo. Senza uno scopo anche l’esistenza diventa senza scopo, amorfa. Come inizio, lei può prefiggere come scopo se stesso, può decidere di occuparsi di se stesso. Pensi, che cosa le può procurare autostima e soddisfazione? Ci sono molti modi per migliorare se stessi: può perfezionare il suo aspetto, esercitare la sua intelligenza, la sua forma fisica ecc.
Può prefissarsi lo scopo di ottenere un miglioramento sotto uno o più aspetti. Lei sa meglio di tutti che cosa le può procurare soddisfazione. Segua questo fine e allora arriverà anche la gioa di vivere e tutto il resto si sistemerà automaticamente.
«Dopo aver letto il suo libro, mi sono interessato alle questioni che lei tratta. Ne è venuto fuori che io vivo già felicemente secondo i principi del Transurfing, per esempio riesco benissimo a ridurre l’importanza degli eventi. Tuttavia a tutt’oggi non riesco a trovare lo scopo della mia esistenza. Tutto quello che voglio sono desideri piccoli, mercantili, che, detto per inciso, non si accordano molto con quello di cui mi occupo ora. Teoricamente vorrei viaggiare molto, vivere una lunga vita in perfetta salute, lavorare poco (lavorare non mi piace in generale), avere un buon stipendio, vivere con mia moglie ma avere molte altre donne belle a disposizione, godere di successo nel mio ambiente. In questa prospettiva mi posso rappresentare facilmente. Ma la mia domanda è questa: può tutto ciò essere considerato un fine? Se sì, viene fuori che dovrei divorziare da mia moglie, lasciare il lavoro dove mi offro tranquillamente “in affitto”, procurarmi da qualche parte un sacco di soldi e comprarmi un biglietto per fare il giro del mondo… D’altra parte, però, anche adesso non sto poi così male… Per farla breve, non so cosa voglio, e per questo ora come ora non so a cosa aspirare. Cosa devo fare?».
Per iniziare dovrebbe fare quello che le riesce già bene e cioè ridurre l’importanza del fine stesso. Perché ha deciso che, senza un fine, non può esserci alcuna esistenza, dato che lei già così non vive male? Si può benissimo vivere tranquillamente, senza scervellarsi troppo a ricercare i propri fini in categorie di “alta levatura spirituale”.
Se invece proprio vuole ricercare la sua strada, faccia riferimento alle basi del Transurfing. Per definizione, il vostro obiettivo, è ciò che renderà la vostra vita una festa. Il quadro che lei ha descritto si presenta veramente come una festa. Ma cosa potrà portarla là? Spaccarsi la testa, cioè cercar di “calcolare” il proprio scopo per vie logiche è inutile.
La soluzione deve arrivare da sola, nell’unità della ragione e dell’anima, quando l’anima incomincia a cantare e la ragione comincia a fregarsi le mani per la soddisfazione. Affinché la soluzione arrivi, basta solo proiettarsi in testa la diapositiva della festa e osservare la realtà.
A un certo punto si accorgerà che dal nulla si affacceranno nuove opportunità, si apriranno quelle porte che la condurranno alla sua festa. Oltrepassi queste porte, continui a proiettare la sua diapositiva, e ancora una volta osservi quello che succede. Si immedesimi nella realtà della festa ed essa l’accompagnerà sempre.
«Il fine deve essere uno solo, globale? Oppure si possono anche avere fini modesti?».
Se lei riesce a creare e a proiettarsi sistematicamente in testa una diapositiva plurifinalizzata o alcune diapositive singole, non c’è problema, è lei il padrone della sua realtà. Può prefissarsi tutti i fini che vuole, o, più precisamente, tanti fini quanta sarà la pazienza che lei avrà per lavorarci sopra. Con i fini a lungo termine bisogna veramente lavorare sodo.
Mentre con i fini a breve termine, o istantanei, come per esempio quello di un autobus da far arrivare o un parcheggio da trovare basta solo andare a prenderseli, letteralmente come si fa quando si va all’edicola per comprare il giornale, senza un attimo di esitazione e senza dubitare di trovarlo. Beh, se poi non lo trovasse, l’importante è che non si faccia prendere dall’irritazione e che sappia rinunciare al fine con serenità. Non si dimentichi il principio della coordinazione dell’intenzione. Chi lo sa da quali potenziali problemi si è salvaguardato?
«Purtroppo, non riesco a realizzarmi in attività creative e più precisamente non riesco a trovare quell’attività che possa trasformare la mia vita in festa. Per quanto banale possa suonare, il mio obiettivo è il benessere materiale o in altre parole, l’indipendenza finanziaria. Mi sono creato la diapositiva del fine e so cosa voglio ottenere in questa vita: macchine, casa di lusso, viaggi, yacht… Sono attivamente alla ricerca di tutto ciò che è legato all’oggetto del mio benessere, e allo stesso tempo mi ritrovo a pensare alla mia costante mancanza di denaro per poi riprendere a cercare ancor più attivamente i modi per guadagnarlo. Il problema è che sarei felice se avessi in tasca denaro sufficiente per mangiare nei miei ristoranti preferiti, rilassarmi con gli amici nei migliori locali notturni della città, vestirmi in boutique costose e darmi alla pazza gioia. Visualizzo tutto ciò ma non vedo alcun risultato. Anzi no, qualcosa c’è! Vedo che il mio mondo si preoccupa per me, questo non posso negarlo, ma sul piano delle finanze non tutto va come voglio io… Come si può uscire da questa fossa di reddito medio basso?».
Lei è alla ricerca di “un’attività che possa trasformare la sua vita in una festa”, ma non deve cercare un’attività sibbene concentrarsi su ciò che lei vuole ottenere come risultato. La festa della vita, del resto, può essere benissimo un fine, perché no? È un fine più che dignitoso. Proprio qui deve concentrare la sua ragione, così poi l’intenzione esterna stessa le offrirà un’adeguata attività. Dovrà solo tenere gli occhi ben aperti per non farsi sfuggire le porte che si apriranno.
Il suo problema è che lei non riesce a liberarsi dal pensiero: in che modo otterrò tutto ciò? Nessuno lo sa e nessuno lo può sapere. La ragione si deve abituare al fatto che la soluzione di questo problema non è affar suo. Il compito della ragione è quello di proiettare sistematicamente la diapositiva del fine, proprio quel quadro che lei hai disegnato.
Si viva questa vita virtualmente, però non lo faccia per finta, come amano fare i bambini e i sognatori, ma con la ferma convinzione che prima o poi tutto ciò sarà tradotto in realtà. Non si preoccupi di come e quando questo quadro verrà materializzato. La realtà si adeguerà inevitabilmente ai suoi pensieri, non ha altro scampo!
Infatti, lei ha a che fare con uno specchio. Per il momento, però, i suoi pensieri sono interamente assorbiti dalla ricerca di una risposta alla domanda: come? Proprio quest’infruttuosa ricerca si riflette nello specchio del suo mondo.
«Il mio problema è che non ho alcun fine. E non riesco nemmeno a disegnarmelo o a elaborarlo, per quanto fortemente mi stia sforzando. D’altra parte non voglio prendere a prestito e impormi qualche bella immagine (altrui). Ho sempre avuto paura di pensare a desideri globali. E sa perché? Perché non avevo mai la piena sicurezza che questi desideri mi servissero veramente al momento di essere esauditi. Per questo motivo ho sempre nuotato passivamente seguendo la corrente. L’opzione “rompere con il solito per superare se stessi” mi è sempre stata estranea. Ho scelto per me stessa un cammino passivo. E la mia domanda è che non so proprio come procedere (seguendo la sua teoria), se non riesco fin dall’inizio a compiere il primo passo, ovvero: definire il mio scopo. Sono d’accordo con i principi di movimento lungo la vita. Ma come devo comportarmi se ho già 33 anni e non ho ancora un mio obiettivo? Non solo, sono arrivata al punto di reagire agli stimoli del mondo in modo “ottuso”, utilizzando parametri del tipo: “la situazione mi crea disagio o no”. Sono stata per due mesi senza lavoro (ho lasciato il mio posto perché mi aveva annoiato tutto quello che facevo). Ora ho un lavoro nuovo, che pare offrire delle prospettive (ed era proprio quello che sognavo, prima di lasciare il mio lavoro precedente), tuttavia mi turbano le mie sensazioni di “disagio”. Tra l’altro mi rendo conto che se guardassi alla situazione in modo diverso, queste sensazioni sparirebbero. Ma in questo caso compirei uno sforzo e cambierei intenzionalmente il mio modo di rapportarmi alla situazione. E allora come la mettiamo con il discorso di “ascoltare la propria anima”? Insomma, ho una gran confusione in testa».
Primo errore: non bisogna “sforzarsi di disegnare o elaborare in qualche modo il proprio fine”. Lei infatti non sarà in grado di raggiungerlo con gli sforzi della mente fino a quando non comprenderà, quanto meno in caratteri generali, cosa vuole dalla vita.
Secondo errore: non c’è bisogno di “costringere se stessa a guardare alle situazioni in modo diverso”. La confusione risiede nel fatto che un cambiamento consapevole di atteggiamento deriva dal principio della coordinazione dell’intenzione: grazie a questo principio lei, con la sua volontà di Arbitro, può trasformare un qualsiasi evento negativo in positivo, quasi fingendo che ciò possa andare a suo vantaggio.
Così facendo lei cambia il suo rapporto verso l’evento, giacché sa che a seconda della sua scelta al bivio finirà per capitare o su una diramazione favorevole della linea della vita o su una sfavorevole. Per contro, cambiare il modo di rapportarsi alla situazione è effettivamente assurdo e proprio per questo lei non vuole farlo. E perché mai, infatti? Così facendo, lei dovrebbe, ad esempio, costringersi ad amare un lavoro che non le piace.
Cosa fare con la sensazione di disagio in una situazione, cioè, in una realtà, che continua a essere in atto? Consiglio di concentrarsi su come lei vorrebbe vedere questa realtà, trascurando tutto ciò che le provoca disagio. Facciamo un esempio: su di lei, al lavoro, fanno ricadere delle responsabilità che a lei non piace avere, nonostante il suo lavoro, in generale, la soddisfi.
Come comportarsi in una situazione del genere? Si crei nei pensieri una realtà virtuale in cui lei esegue solo quelle funzioni che vuole eseguire. Focalizzi l’attenzione su quello che le piace, e guardi il resto “con gli occhi socchiusi”, cercando di darsi in affitto per un tempo sufficiente. Prima o poi la realtà effettiva si conformerà alla diapositiva che lei ha creato, e le responsabilità indesiderate “cadranno” da sole. In che modo, lo vedrà. Così funziona lo specchio del mondo. Verificato.
«Per quanto tempo una persona può non riuscire a trovare il proprio fine? Un anno, due, dieci? Per quanto mi riguarda, mi va tutto va bene, non ho problemi, ma sullo sfondo di questo benessere generale non riesco a cogliere l’esultanza dell’anima verso qualche fine esistenziale. Vedo tutto come non mio. So che solo io posso trovare il mio obiettivo, e so anche che ci si deve permettere di vivere per un po’ di tempo anche senza un fine. Ma quanto può durare questo periodo di tempo? Forse anche vent’anni, o cinquanta? Mi rendo conto che questa “perfida” ragione non è in grado di rilassarsi tranquillamente e mettersi ad aspettare. E che è proprio la ragione a inoculare l’angoscia e la paura di restare senza un fine. Anche se ora nella mia vita tutto è a posto, non mi dà tregua il desiderio di definire il mio obiettivo. Ho voglia di trovare questa festa dell’anima di cui si parla. Forse esistono altri modi per definire l’obiettivo della mia vita?».
[I testi virgolettati in corsivo che si riportano nei vari capitoli, sono lettere (o stralci di queste) scritte da persone di diverso background culturale e pertanto con diverse capacità espositive. Nella traduzione si è cercato di rimanere quanto più possibile fedeli all’originale, mantenendo anche certe incongruenze nel contenuto o nella consequenzialità dell’esposizione degli eventi; N.d.T.].
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Il nuovo straordinario libro di Vadim Zeland

Transurfing Vivo Oltre i Confini della Matrix
Risvegliati dall’Incubo

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La realtà in cui viviamo non è la stessa di qualche decennio fa e le regole di sopravvivenza sono cambiate. L’umanità ha compiuto una svolta radicale, allontanandosi dal suo stato naturale seguendo uno sviluppo tecnologico che ha portato la creazione di nuove leggi.

In questo nuovo sistema, definito “Matrix” come nel famoso film, l’uomo diventa solo una semplice pila di alimentazione. Non siamo più in grado di controllare la realtà e le informazioni che vi circolano, ma siamo completamente sottomessi al sistema: siamo semplici cellule di Matrix, che è padrone della nostra energia e della nostra coscienza.

Cosa possiamo fare? Come facciamo a liberarci da questa trappola?

In questa sua nuova straordinaria opera, Vadim Zeland, ci spiega come diventare lucidi definitivamente, una volta per tutte! La soluzione si trova in una dimensione insolita, lì dove la metafisica incontra il quotidiano. Per capire quello che normalmente sfugge alla logica, è necessario depurarsi fisicamente, in senso letterale, la coscienza e la percezione: bisogna liberarsi di tutti gli stereotipi mentali che ci impone la società.

Per uscire dal torpore in cui Matrix ci ha portato, basta smettere di ingoiare “le pillole” che ci vengono rifilate. E quando smetti, succede una cosa davvero straordinaria: ti riscuoti dall’allucinazione, ti risvegli in un sogno ad occhi aperti e incominci a comprendere chi sei, dove sei, e cosa ti sta succedendo intorno.

“Tutto ciò che scrivo, l’ho verificato con la pratica. Nella mente si verificano notevoli cambiamenti. Una sensazione insolita, difficile da trasmettere, ma io la definirei illuminazione. L’essenza delle cose si rivela, la realtà si presenta in una forma non familiare, si comincia a vedere la realtà com’è veramente, tutto diventa comprensibile, come se un velo cadesse. Al livello dell’energia si sente leggerezza e forza, l’attenzione è elevata. E tutto questo si ottiene mediante un metodo semplice e naturale, senza meditazione, esercizi e altre manipolazioni del corpo e dell’anima”.

- VADIM ZELAND

Anteprima Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix

Leggi in anteprima alcune pagine del nuovo libro di Vadim Zeland, Transurfing Vivo. Estratto dal Secondo Capitolo, Il fine: un percorso o un punto d’arrivo?

Anteprima Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix LIBRO di Vadim Zeland


«Negli ultimi otto-dieci anni sono alla ricerca della felicità, del successo e della festa della vita. Dopo aver iniziato a leggere i suoi libri, ho trovato quello che stavo cercando e i primi due mesi era tutto meraviglioso, la vita era diventata magnifica, ero diventato profondamente sicuro di poter scegliere una qualsiasi variante. Ho capito il significato dell’unità dell’anima e della ragione e il mio potenziale energetico era al massimo. Grazie ai suoi libri sono passato a un nuovo lavoro. Tuttavia dopo un po’ è successo qualcosa, la festa è finita nonostante io seguissi i suoi consigli continuamente, tanto da averli resi abitudinari. Ora non è più come prima: l’importanza interna ed esterna oscillano continuamente, io cerco di trovarmi sempre in uno stato di consapevolezza ma non riesco in alcun modo a ridurre l’importanza; il timore verso il futuro è aumentato, tutto mi sfugge di mano, non posso fare nulla che valga la pena di fare, sento un peso nell’anima… È come se mi trovassi in coma profondo. La negatività mi si inccolla addosso, nonostante io faccia regolarmente esercizio fisico, presti attenzione ai canali energetici e mi nutra di cibi sani e gustosi, che in realtà non mi procurano alcun piacere. Esisteranno dei metodi di programmazione del subconscio che aiutino a uscire da questo stato oppressivo?».

Una delle cause principali dell’apatia è l’assenza di uno scopo nella vita. Quando non si ha nulla cui aspirare subentra un calo di forze e la coscienza affonda in uno stato di sonnolenza. Per contro, quando si ha il desiderio di realizzare qualcosa, l’energia dell’intenzione si attiva e aumenta la vitalità.

Se tutto va male, bisogna trovare un obiettivo e prefiggerselo. Senza uno scopo anche l’esistenza diventa senza scopo, amorfa. Come inizio, lei può prefiggere come scopo se stesso, può decidere di occuparsi di se stesso. Pensi, che cosa le può procurare autostima e soddisfazione? Ci sono molti modi per migliorare se stessi: può perfezionare il suo aspetto, esercitare la sua intelligenza, la sua forma fisica ecc.

Può prefissarsi lo scopo di ottenere un miglioramento sotto uno o più aspetti. Lei sa meglio di tutti che cosa le può procurare soddisfazione. Segua questo fine e allora arriverà anche la gioa di vivere e tutto il resto si sistemerà automaticamente.

«Dopo aver letto il suo libro, mi sono interessato alle questioni che lei tratta. Ne è venuto fuori che io vivo già felicemente secondo i principi del Transurfing, per esempio riesco benissimo a ridurre l’importanza degli eventi. Tuttavia a tutt’oggi non riesco a trovare lo scopo della mia esistenza. Tutto quello che voglio sono desideri piccoli, mercantili, che, detto per inciso, non si accordano molto con quello di cui mi occupo ora. Teoricamente vorrei viaggiare molto, vivere una lunga vita in perfetta salute, lavorare poco (lavorare non mi piace in generale), avere un buon stipendio, vivere con mia moglie ma avere molte altre donne belle a disposizione, godere di successo nel mio ambiente. In questa prospettiva mi posso rappresentare facilmente. Ma la mia domanda è questa: può tutto ciò essere considerato un fine? Se sì, viene fuori che dovrei divorziare da mia moglie, lasciare il lavoro dove mi offro tranquillamente “in affitto”, procurarmi da qualche parte un sacco di soldi e comprarmi un biglietto per fare il giro del mondo… D’altra parte, però, anche adesso non sto poi così male… Per farla breve, non so cosa voglio, e per questo ora come ora non so a cosa aspirare. Cosa devo fare?».

Per iniziare dovrebbe fare quello che le riesce già bene e cioè ridurre l’importanza del fine stesso. Perché ha deciso che, senza un fine, non può esserci alcuna esistenza, dato che lei già così non vive male? Si può benissimo vivere tranquillamente, senza scervellarsi troppo a ricercare i propri fini in categorie di “alta levatura spirituale”.

Se invece proprio vuole ricercare la sua strada, faccia riferimento alle basi del Transurfing. Per definizione, il vostro obiettivo, è ciò che renderà la vostra vita una festa. Il quadro che lei ha descritto si presenta veramente come una festa. Ma cosa potrà portarla là? Spaccarsi la testa, cioè cercar di “calcolare” il proprio scopo per vie logiche è inutile.

La soluzione deve arrivare da sola, nell’unità della ragione e dell’anima, quando l’anima incomincia a cantare e la ragione comincia a fregarsi le mani per la soddisfazione. Affinché la soluzione arrivi, basta solo proiettarsi in testa la diapositiva della festa e osservare la realtà.

A un certo punto si accorgerà che dal nulla si affacceranno nuove opportunità, si apriranno quelle porte che la condurranno alla sua festa. Oltrepassi queste porte, continui a proiettare la sua diapositiva, e ancora una volta osservi quello che succede. Si immedesimi nella realtà della festa ed essa l’accompagnerà sempre.

«Il fine deve essere uno solo, globale? Oppure si possono anche avere fini modesti?».

Se lei riesce a creare e a proiettarsi sistematicamente in testa una diapositiva plurifinalizzata o alcune diapositive singole, non c’è problema, è lei il padrone della sua realtà. Può prefissarsi tutti i fini che vuole, o, più precisamente, tanti fini quanta sarà la pazienza che lei avrà per lavorarci sopra. Con i fini a lungo termine bisogna veramente lavorare sodo.

Mentre con i fini a breve termine, o istantanei, come per esempio quello di un autobus da far arrivare o un parcheggio da trovare basta solo andare a prenderseli, letteralmente come si fa quando si va all’edicola per comprare il giornale, senza un attimo di esitazione e senza dubitare di trovarlo. Beh, se poi non lo trovasse, l’importante è che non si faccia prendere dall’irritazione e che sappia rinunciare al fine con serenità. Non si dimentichi il principio della coordinazione dell’intenzione. Chi lo sa da quali potenziali problemi si è salvaguardato?

«Purtroppo, non riesco a realizzarmi in attività creative e più precisamente non riesco a trovare quell’attività che possa trasformare la mia vita in festa. Per quanto banale possa suonare, il mio obiettivo è il benessere materiale o in altre parole, l’indipendenza finanziaria. Mi sono creato la diapositiva del fine e so cosa voglio ottenere in questa vita: macchine, casa di lusso, viaggi, yacht… Sono attivamente alla ricerca di tutto ciò che è legato all’oggetto del mio benessere, e allo stesso tempo mi ritrovo a pensare alla mia costante mancanza di denaro per poi riprendere a cercare ancor più attivamente i modi per guadagnarlo. Il problema è che sarei felice se avessi in tasca denaro sufficiente per mangiare nei miei ristoranti preferiti, rilassarmi con gli amici nei migliori locali notturni della città, vestirmi in boutique costose e darmi alla pazza gioia. Visualizzo tutto ciò ma non vedo alcun risultato. Anzi no, qualcosa c’è! Vedo che il mio mondo si preoccupa per me, questo non posso negarlo, ma sul piano delle finanze non tutto va come voglio io… Come si può uscire da questa fossa di reddito medio basso?».

Lei è alla ricerca di “un’attività che possa trasformare la sua vita in una festa”, ma non deve cercare un’attività sibbene concentrarsi su ciò che lei vuole ottenere come risultato. La festa della vita, del resto, può essere benissimo un fine, perché no? È un fine più che dignitoso. Proprio qui deve concentrare la sua ragione, così poi l’intenzione esterna stessa le offrirà un’adeguata attività. Dovrà solo tenere gli occhi ben aperti per non farsi sfuggire le porte che si apriranno.

Il suo problema è che lei non riesce a liberarsi dal pensiero: in che modo otterrò tutto ciò? Nessuno lo sa e nessuno lo può sapere. La ragione si deve abituare al fatto che la soluzione di questo problema non è affar suo. Il compito della ragione è quello di proiettare sistematicamente la diapositiva del fine, proprio quel quadro che lei hai disegnato.

Si viva questa vita virtualmente, però non lo faccia per finta, come amano fare i bambini e i sognatori, ma con la ferma convinzione che prima o poi tutto ciò sarà tradotto in realtà. Non si preoccupi di come e quando questo quadro verrà materializzato. La realtà si adeguerà inevitabilmente ai suoi pensieri, non ha altro scampo!

Infatti, lei ha a che fare con uno specchio. Per il momento, però, i suoi pensieri sono interamente assorbiti dalla ricerca di una risposta alla domanda: come? Proprio quest’infruttuosa ricerca si riflette nello specchio del suo mondo.

«Il mio problema è che non ho alcun fine. E non riesco nemmeno a disegnarmelo o a elaborarlo, per quanto fortemente mi stia sforzando. D’altra parte non voglio prendere a prestito e impormi qualche bella immagine (altrui). Ho sempre avuto paura di pensare a desideri globali. E sa perché? Perché non avevo mai la piena sicurezza che questi desideri mi servissero veramente al momento di essere esauditi. Per questo motivo ho sempre nuotato passivamente seguendo la corrente. L’opzione “rompere con il solito per superare se stessi” mi è sempre stata estranea. Ho scelto per me stessa un cammino passivo. E la mia domanda è che non so proprio come procedere (seguendo la sua teoria), se non riesco fin dall’inizio a compiere il primo passo, ovvero: definire il mio scopo. Sono d’accordo con i principi di movimento lungo la vita. Ma come devo comportarmi se ho già 33 anni e non ho ancora un mio obiettivo? Non solo, sono arrivata al punto di reagire agli stimoli del mondo in modo “ottuso”, utilizzando parametri del tipo: “la situazione mi crea disagio o no”. Sono stata per due mesi senza lavoro (ho lasciato il mio posto perché mi aveva annoiato tutto quello che facevo). Ora ho un lavoro nuovo, che pare offrire delle prospettive (ed era proprio quello che sognavo, prima di lasciare il mio lavoro precedente), tuttavia mi turbano le mie sensazioni di “disagio”. Tra l’altro mi rendo conto che se guardassi alla situazione in modo diverso, queste sensazioni sparirebbero. Ma in questo caso compirei uno sforzo e cambierei intenzionalmente il mio modo di rapportarmi alla situazione. E allora come la mettiamo con il discorso di “ascoltare la propria anima”? Insomma, ho una gran confusione in testa».

Primo errore: non bisogna “sforzarsi di disegnare o elaborare in qualche modo il proprio fine”. Lei infatti non sarà in grado di raggiungerlo con gli sforzi della mente fino a quando non comprenderà, quanto meno in caratteri generali, cosa vuole dalla vita.

Secondo errore: non c’è bisogno di “costringere se stessa a guardare alle situazioni in modo diverso”. La confusione risiede nel fatto che un cambiamento consapevole di atteggiamento deriva dal principio della coordinazione dell’intenzione: grazie a questo principio lei, con la sua volontà di Arbitro, può trasformare un qualsiasi evento negativo in positivo, quasi fingendo che ciò possa andare a suo vantaggio.

Così facendo lei cambia il suo rapporto verso l’evento, giacché sa che a seconda della sua scelta al bivio finirà per capitare o su una diramazione favorevole della linea della vita o su una sfavorevole. Per contro, cambiare il modo di rapportarsi alla situazione è effettivamente assurdo e proprio per questo lei non vuole farlo. E perché mai, infatti? Così facendo, lei dovrebbe, ad esempio, costringersi ad amare un lavoro che non le piace.

Cosa fare con la sensazione di disagio in una situazione, cioè, in una realtà, che continua a essere in atto? Consiglio di concentrarsi su come lei vorrebbe vedere questa realtà, trascurando tutto ciò che le provoca disagio. Facciamo un esempio: su di lei, al lavoro, fanno ricadere delle responsabilità che a lei non piace avere, nonostante il suo lavoro, in generale, la soddisfi.

Come comportarsi in una situazione del genere? Si crei nei pensieri una realtà virtuale in cui lei esegue solo quelle funzioni che vuole eseguire. Focalizzi l’attenzione su quello che le piace, e guardi il resto “con gli occhi socchiusi”, cercando di darsi in affitto per un tempo sufficiente. Prima o poi la realtà effettiva si conformerà alla diapositiva che lei ha creato, e le responsabilità indesiderate “cadranno” da sole. In che modo, lo vedrà. Così funziona lo specchio del mondo. Verificato.

«Per quanto tempo una persona può non riuscire a trovare il proprio fine? Un anno, due, dieci? Per quanto mi riguarda, mi va tutto va bene, non ho problemi, ma sullo sfondo di questo benessere generale non riesco a cogliere l’esultanza dell’anima verso qualche fine esistenziale. Vedo tutto come non mio. So che solo io posso trovare il mio obiettivo, e so anche che ci si deve permettere di vivere per un po’ di tempo anche senza un fine. Ma quanto può durare questo periodo di tempo? Forse anche vent’anni, o cinquanta? Mi rendo conto che questa “perfida” ragione non è in grado di rilassarsi tranquillamente e mettersi ad aspettare. E che è proprio la ragione a inoculare l’angoscia e la paura di restare senza un fine. Anche se ora nella mia vita tutto è a posto, non mi dà tregua il desiderio di definire il mio obiettivo. Ho voglia di trovare questa festa dell’anima di cui si parla. Forse esistono altri modi per definire l’obiettivo della mia vita?».

[I testi virgolettati in corsivo che si riportano nei vari capitoli, sono lettere (o stralci di queste) scritte da persone di diverso background culturale e pertanto con diverse capacità espositive. Nella traduzione si è cercato di rimanere quanto più possibile fedeli all’originale, mantenendo anche certe incongruenze nel contenuto o nella consequenzialità dell’esposizione degli eventi; N.d.T.].

Fonte: macrolibrarsi.it

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